Designers who collaborated with Lumenform

Claudio Salocchi

Claudio Salocchi

Nato a Milano nel 1934 si laureò in Architettura al Politecnico di Milano. Insegnò al Politecnico di Milano Caratteri distributivi degli edifici e alla Facoltà Valle Giulia di Roma La Sapienza Composizione architettonica[1]. Nel 1960 aprì il suo studio di design e sette anni più tardi iniziò una lunga collaborazione con la Sormani, con la quale fu presente l'anno stesso al Salone Internazionale del Mobile[2]: quell'anno Salocchi presentò la collezione Ellisse per Sormani, che divenne così la prima azienda a sperimentare con l'alluminio estruso[3]. Fondò nel 1973 il “Centro Ricerche Non Finalizzate” con gli amici e colleghi Ugo Carrega e Vincenzo Ferrari, con cui espose nel 1968 e nel 1973 alla XIV e XV Triennale di Milano, presentando il film Oggetti sani, oggetti malati. Nel 1979 vinse il premio Compasso d'Oro per le attrezzature da cucina per abitazioni Metrosistema, prodotto da Alberti Cucine, ricevendo anche due menzioni per altri due progetti. Nel 1987 venne nuovamente menzionato alla XIV edizione del premio. Socio dell'Associazione per il disegno industriale dal 1967 ne fu vicepresidente dal 1988 al 1990[4]. È stato curatore e membro di giuria di vari premi di design tra cui i prestigiosi Red Dot Design Award nel 2004 e 2006.

LumenFORM

LumenFORM

Un set fotografico an plein air sulla riva dell’isola di San Giorgio fronteggia la vista monumentale di San Marco e raduna un’ordinata composizione di vetri, abat jour e lampadari che con forme essenziali e geometrie dai rimandi nordici, talora futuristici, proiettano nella modernità uscendo dall’atmosfera sospesa della scena quasi spinta a cliché. L’immagine, pubblicata sulla rivista Domus nel maggio 1962, pubblicizza i modelli della ditta veneziana LumenFORM, nata l’anno precedente e operativa nel campo dell’illuminazione e del design. La storia dell’azienda ha infatti inizio nel 1961 dall’acuta iniziativa di tre soci investitori, due veneziani e un triestino, già attivi commercianti nel settore tessile, calzaturiero e rivenditori di lampadari muranesi in Europa. Essi, incoraggiati dalla vivacissima atmosfera attorno al comparto vetrario muranese del tempo, decidono dunque di orientare l’attività verso quel florido e promettente settore. Nato pure da uno slancio d’intuito dei suoi fondatori, il progetto trova spazio di realizzazione in un periodo congeniale alle novità, in cui scelte imprenditoriali e istanze artistiche rinnovano il rapporto tra il vetro e la città lagunare attraverso originalissime esperienze, a cui esso si allinea. In questo contesto, se da un lato le visioni di mercato sono favorite dal clima di ricostruzione del dopoguerra, dall’altro esse subiscono l’inevitabile influenza dell’esuberanza artistica e culturale offerta dal panorama veneziano, che appare come un magmatico crogiolo di mostre e iniziative rivolte alla sperimentazione, a cui partecipano artisti, istituzioni, gallerie, storici e critici d’arte, così come enti e privati dediti alla valorizzazione delle produzioni e dell’artigianato locale. La società Lumenform apre, dunque, nel cuore di Venezia, nel piano centrale del suggestivo complesso di Palazzo Van Axel, adibito a sede amministrativa e showroom; esso, oltre a essere spazio di vendita, si presta quale luogo ideale per le campagne fotografiche dei prodotti, affidate nel corso degli anni Sessanta a Gianni Berengo Gardin, fotografo e fotoreporter che otterrà fama internazionale – a cui pure si deve il magnetico scatto sull’isola di San Giorgio pubblicato su Domus. Fin da subito, anche la progettazione dei modelli viene affidata a una nuova generazione di talenti, i cui nomi rimangono strettamente legati ai prodotti della prima stagione veneziana della società: sono Bruno Dolcetta, nel 1961 ancora studente di architettura a Venezia che collaborerà attivamente con l’azienda nei primissimi anni, fino al 1963, sebbene i suoi progetti saranno realizzati anche successivamente; e Alessandro Pianon, un giovane e estroso architetto, già inserito nel settore della grafica e del disegno industriale con un proprio studio. Al ritmo di due collezioni di nuovi modelli all’anno presentate attraverso i cataloghi dell’azienda, tra il 1961 e il 1966, la produzione è rivolta a una gamma eterogenea di oggetti ideati dai due designer e realizzati nelle fornaci di Murano. Gli articoli proposti sono per lo più lampade e soprammobili in vetro, metallo, legno, plastica, concepiti con l’intento di «creare forme che si inseriscano come elemento indispensabile e integrativo nell’arredamento» contemporaneo. Seppure in questa fase iniziale si annoveri la presenza di creazioni come vasi, bottiglie, ciotole di lodevole fattura, tanto da essere esposti alla Biennale di Venezia nel 1962, accanto a saggi di ditte di rilievo come Barovier & Toso, Salviati, Seguso Vetri d’Arte, Venini, la Lumenform troverà un filone di continuità nel campo dell’illuminazione, interpretando lo spirito del tempo attraverso modelli dal potenziale iconico. Gli ultimi anni del decennio marcano infatti un periodo di forte rinnovamento per la ditta: si assiste a diversi cambi di proprietà e la sede, tra il 1967 e il 1968, viene trasferita a Marghera. Inoltre, rispetto all’assetto originario di realtà imprenditoriale di piccole dimensioni, con appena una manciata di collaboratori, dall’inizio degli anni Settanta l’impresa tenta di raggiungere una struttura più solida e competitiva, contando una sessantina di dipendenti. Con il consolidamento organizzativo e l’insediamento nel fulcro industriale della terraferma veneziana al culmine del suo sviluppo e espansione, viene pure aggiornata la produzione con il coinvolgimento di designer di rilievo, reclutati non più solo dal contesto locale, ma pure, e specialmente, dai centri di riferimento del design italiano, come Milano o Firenze. Tra essi figurano Claudio Salocchi, Studio Tetrarch, Cesare Leonardi & Franca Stagi, Angelo Mangiarotti, Studio Arditi, a cui si assommano presenze legate alle città di Padova e Venezia come Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Paolo Piva, Carlo Nason. Elementi modulari e componibili, strutture illuminanti in grado di generare soluzioni e effetti pressoché infiniti, forme elementari, autentiche nell’estrema semplificazione di linee dritte, curve, superfici concave e convesse, si coniugano in plafoniere, lampade da tavolo, a sospensione, da terra, da parete, da soffitto, andando a comporre collezioni di spiccata progettualità, che sembrano al contempo trattenere evidenti riverberi delle tendenze artistiche di quei decenni. Suggestioni dell’arte cinetica e programmata giungono ad esempio dalla presenza di Chiggio e Landi, già operativi in quei frangenti nell’ambito dell’esperienza padovana del Gruppo N, così come rimandi riferibili all’arte optical sono già ravvisabili nelle ipnotiche grafiche dei cataloghi di produzione della seconda metà degli anni Sessanta. Anche l’attenzione al dialogo tra gli oggetti e lo spazio circostante, sondato in sinergia tra arte e design, appare centrale in originali esposizioni come Eurodomus, dove Lumenform presenta i propri prodotti partecipando all’edizione torinese del 1968. In un vivacissimo susseguirsi di collezioni, avvedute collaborazioni e un’inesauribile inclinazione alla ricerca, la vicenda di LumenFORM, attraversando decenni tanto floridi quanto destabilizzanti, si conclude nel 1977 per l’impossibilità di sostenere una gestione sempre più onerosa.  Il flusso luminoso capace di dare forma a molteplici idee, come sembra rievocare il nome che sempre l’ha accompagnata, non appare tuttavia esaurito, quanto piuttosto conservato all’interno di una storia veneziana da riscoprire e di progetti senza tempo, che parlano di scelte, identità, arte e design.

Cesare Leonardi e Franca Stagi

Cesare Leonardi e Franca Stagi

Laureatosi alla facoltà di Architettura di Firenze, nel 1963 Cesare Leonardi apre uno studio a Modena con Franca Stagi. Insieme, fino al 1983, si occupano di design, architettura e progettazione del verde e i loro progetti vengono presentati su riviste e pubblicazioni nazionali e internazionali. Dal 1983 Leonardi avvia un’attività professionale autonoma incentrata sulla sperimentazione nel campo del design e dell’urbanistica.

Alessandro Pianon

Alessandro Pianon

Alessandro Pianon è stato un architetto e designer veneziano, figura chiave nel rinnovamento del vetro di Murano e del light design italiano tra anni ’50 e ’60, con un ruolo fondativo nella prima stagione di LumenFORM a Palazzo Van Axel. La sua collaborazione con LumenFORM nei primi anni ’60 ha contribuito in modo decisivo all’identità visiva e di prodotto del marchio, ponendo le basi del suo posizionamento “di ricerca” nel panorama dell’illuminazione italiana.

Bruno Dolcetta

Bruno Dolcetta

Ancora studente di architettura, collabora con l’azienda Lumenform dal 1961 al 1963 e si laurea in quello stesso anno all’Università IUAV di Venezia. Conduce in seguito ricerche e progetti sui temi della pianificazione e del paesaggio; negli anni ‘70 è tra i fondatori del Corso di laurea in Urbanistica diretto da Giovanni Astengo presso il medesimo Ateneo, dove diviene infine professore ordinario e direttore del Dipartimento di Urbanistica.

Ennio Chiggio

Ennio Chiggio

Dopo aver frequentato saltuariamente a Venezia i corsi dell’Accademia e della facoltà di architettura dell’Università, alla fine degli anni ‘50 si avvicina alla pittura frequentando gli ambienti artistici padovani, inclini alle più nuove tendenze dell’arte e dell’architettura. A Padova, in quello stesso periodo, si unisce quindi ai giovani del Gruppo Enne, che sarà attivo fino alla seconda metà degli anni ’60, affermandosi tra le esperienze più importanti in Italia indirizzate alle ricerche visuali collettive nel campo dell’arte cinetica e programmata, con l’apporto di critici come, tra gli altri, Giulio Carlo Argan e Umbro Apollonio. In seguito allo scioglimento del sodalizio, tornando a condividere talora progetti con gli ex compagni del gruppo, Chiggio continuerà le proprie ricerche sia nella realizzazione di oggetti, sia di ambienti, vantando una fitta e continuativa attività espositiva. Parallelamente alla produzione artistica, declina i propri studi pure nel campo del design realizzando diversi prodotti, tra gli altri, di arredamento, illuminazione, occhialeria lavorando in Italia e all’estero. A questa esperienza si annovera la collaborazione di Chiggio con la ditta Lumenform, di cui assume la direzione artistica dalla fine degli anni ‘60, avendo pure lavorato da giovanissimo con Alessandro Pianon.

Angelo Mangiarotti

Angelo Mangiarotti

Si laurea in architettura al Politecnico di Milano alla fine degli anni ’40 e negli anni successivi svolge attività professionale negli Stati Uniti dove conosce Frank Lloyd Wright, Walter Gropius, Mies Van der Rohe e Konrad Wachsmann. Tornato a Milano verso la metà degli anni ’50, dove apre uno studio a Milano con Bruno Morassuti fino al 1960. Nel corso della carriera, svolge parallelamente un’intensa attività didattica presso università italiane e estere e tiene seminari e conferenze a livello internazionale.

Carlo Nason

Carlo Nason

Nato in una famiglia di vetrai muranesi, il padre Vincenzo dirige la ditta Nason Moretti e nel 1941 apre pure una seconda azienda, la Vincenzo Nason & C., fin da giovanissimo si forma sulle tecniche tradizionali di lavorazione e decorazione del vetro. Spinto tuttavia dalla passione per il design, in particolare per uno stile pulito e geometrico, Nason si scosta dalla produzione familiare più tradizionale per indirizzarsi verso creazioni, specialmente nel campo dell’illuminazione, connotate da stilemi contemporanei, lavorando come designer con ditte come, tra le altre, A. V. Mazzega, con la quale collabora a lungo tra il ’65 e l’80, Vistosi e LumenFORM.

Studio Tetrarch

Studio Tetrarch

Composto da quattro architetti, Adelaide Bonati, Carla Fiederspiel, Silvio Bonatti, Enrico De Munari, progetta prevalentemente nel campo dell’illuminazione, tra cui si ricordano la lampada Pistillo prodotta per Valenti nel 1970 e la collaborazione con LumenFORM.

Studio Celli Tognon

Studio Celli Tognon

Carlo Celli (Trieste 1936 - Trieste 2022), laureato a Venezia nel 1963, Luciano Celli (Trieste 1940), laureato a Venezia nel 1964, Dario Tognon (Pola 1936 - Trieste 2008), laureato a Venezia nel 1964, hanno fondato lo studio Celli Tognon nel 1964. Lo studio ha partecipato a numerosi concorsi internazionali. Nel campo del design industriale lo studio ha collaborato con le ditte Artemide, Stilnovo e ICF.