Ennio Chiggio

Ennio Chiggio

Dopo aver frequentato saltuariamente a Venezia i corsi dell’Accademia e della facoltà di architettura dell’Università, alla fine degli anni ‘50 si avvicina alla pittura frequentando gli ambienti artistici padovani, inclini alle più nuove tendenze dell’arte e dell’architettura. A Padova, in quello stesso periodo, si unisce quindi ai giovani del Gruppo Enne, che sarà attivo fino alla seconda metà degli anni ’60, affermandosi tra le esperienze più importanti in Italia indirizzate alle ricerche visuali collettive nel campo dell’arte cinetica e programmata, con l’apporto di critici come, tra gli altri, Giulio Carlo Argan e Umbro Apollonio. In seguito allo scioglimento del sodalizio, tornando a condividere talora progetti con gli ex compagni del gruppo, Chiggio continuerà le proprie ricerche sia nella realizzazione di oggetti, sia di ambienti, vantando una fitta e continuativa attività espositiva. Parallelamente alla produzione artistica, declina i propri studi pure nel campo del design realizzando diversi prodotti, tra gli altri, di arredamento, illuminazione, occhialeria lavorando in Italia e all’estero. A questa esperienza si annovera la collaborazione di Chiggio con la ditta Lumenform, di cui assume la direzione artistica dalla fine degli anni ‘60, avendo pure lavorato da giovanissimo con Alessandro Pianon.
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